Robot

Era il 1984 quando nelle sale uscì il primo “Terminator”. Divenuto presto un colossal, raccontava la guerra tra gli uomini e le macchine, quelle stesse macchine che l'uomo aveva costruito per difendersi ai tempi della guerra fredda. Passano quindici anni e tutta la paura che Terminator aveva creato nel grande pubblico in parte svanì grazie alla dolce interpretazione di Robin Williams ne “L’uomo bicentenario”.

Ma come sono nella vita reale queste macchine cibernetiche?

L’evoluzione dei robot si articola in “generazioni”. La prima generazione di robot era in grado di eseguire semplici sequenze prestabilite di operazioni indipendentemente dall’intervento dell'uomo. Con la seconda generazione si è passati a robot capaci di svolgere compiti diversi in base a dei programmi e alle diverse combinazioni di risposta dei sensori, ma pur sempre con limitate capacità di moto. Infine si è arrivati alla terza generazione che prevede l’intelligenza artificiale (in breve AI), grazie alla quale i robot sono in grado di generare algoritmi e verificarne la coerenza.

Pensando a queste straordinarie macchine, automaticamente ci balzano alla mente gli Stati Uniti, la Corea e il Giappone. Infatti, proprio negli Stati Uniti troviamo una delle più importanti aziende in fatto di robotica: la Boston Dynamics. Acquistata l’anno scorso da Google, questa società di ingegneria e robotica progetta da anni robot per l’esercito americano. I robot in campo militare sono stati pensati per la prima volta a partire dalla seconda guerra mondiale, più specificatamente dalla guerra fredda, e alcuni credono che in un futuro le guerre verranno combattute solamente da questi sistemi automatizzati.

Uno dei progetti più famosi della Boston Dynamics prende il nome di BigDog, un quadrupede meccanico creato nel 2005, ulteriormente perfezionato negli anni successivi. Il suo scopo sarà quello di trasportare i soldati e le provviste nei territori impervi che i veicoli comuni fanno fatica a raggiungere. Ma non è tutto, la famosa azienda ha infatti creato robot felini come il WildCat, robot che saltano, scalano e aggirano gli ostacoli come Petman e infine Rise, che grazie alle sembianze di uno scorpione è in grado di arrampicarsi ovunque.

Tutti questi gioiellini della robotica li potremmo vedere gareggiare alla “DARPA Robotic Challange”, ovvero le olimpiadi dei robot, che si terranno alla sua terza edizione a fine 2014 in località ancora da destinarsi. Lo scorso anno si è aggiudicata il premio Google (grazie all’acquisizione della Boston Dynamics e Shaft Inc.) battendo sorprendentemente la Nasa Jpl, che diversamente dagli anni precedenti è arrivata in quinta posizione. Chissà chi si aggiudicherà il premio da due milioni di dollari nelle finali che si terranno tra il 2014 e il 2015!

Un’altra eccellenza nel campo della robotica è la Corea. Da sempre dedita alla creazione di robot militari, la Corea ha già da tempo emanato un programma per la creazione di macchine in grado di sostituire il personale militare in territori di guerra. La Corea del Sud inoltre ha sviluppato dei robot sentinella da posizionare sulla linea della zona demilitarizzata al confine con la Corea del Nord, lungo il 38° parallelo. Queste speciali sentinelle sarebbero in grado di rilevare movimenti attraverso i sensori di calore, di riscontrare se si tratta si un intruso e in caso neutralizzarlo. Ma non pensiate che in questo angolo del mondo i robot vengano utilizzati solo per scopi bellici, in quanto molti sono i robot nati per scopi ludici. Per il 2016 ad esempio è prevista l’apertura di un parco divertimenti che conterrà un acquario con pesci meccanici, montagne russe, robo shop e molto altro ancora.

Anche nel nostro bel paese però abbiamo di che vantarci. Orgoglio italiano va all’Istituto di Tecnologia di Genova che ha dato vita a Icub, un piccolo androide con sembianze di bambino, dotato di pelle artificiale, con un programma di apprendimento che lo rende in grado di assimilare progressivamente una lingua. Altro gioiellino italiano che ha fatto innamorare il Giappone è Robi, robottino che una volta sveglio ti saluta con “Konnichiwa!”... come iniziare al meglio la giornata?

Valentina Lagorio

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